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Breve storia sociale del web.

Per conoscere un lato del web spesso ignorato

Era il marzo 1991 quando l'inglese Tim Berners Lee, un ingegnoso ricercatore del Cern di Ginevra, rilasciò la prima pagina con gli ipertesti.* L'annunciò venne dato nei newsgroup Usenet e in Italia la voce fece eco sulle reti Fidonet, ma nelle BBS già da tempo circolavano indiscrezioni. Se al Cern si definivano dal 1989 i vari standard su cui si basa oggi il web (gli indirizzi URL e il linguaggio HTML), grande impulso al World Wide Web venne dagli Stani Uniti. La prima pagina web americana era formata da tre linee di testo e due link, uno per l'e-mail e l'altro diretto al database dell'università di Standford (nel '93 esistevano solo 50 server-web; nel '95 arrivarono a 10.000). Da sottolineare che allora non era chiaro quale fra le varie possibilità offerte da internet avrebbe prevalso. Il Web, per esempio, aveva come rivale la rete Gopher dell'università dell'Illinois, il cui declino coincise con la decisione di rendere a pagamento l'uso di tale protocollo.

Dunque il World Wide Web, l'ipertesto globale costruito sulla base di Internet, deve la sua nascita ad un ricercatore dall'aspetto modesto, dall'animo idealista ma con le idee chiare in testa, tanto da dichiarare: "Il Web è una creazione più sociale che tecnica. L'ho progettato per un effetto sociale -aiutare la gente a lavorare insieme - e non come un giocattolo tecnico". Fu lui e la sua organizzazione (il 3WConsortium) a difendere il Web dall'assorbimento commerciale e fu la comunità scientifica a partecipare liberamente per far crescere il progetto. Lo stesso era avvenuto per Internet, un gruppo di talentuosi studenti e di hacker selezionati avevano iniziato a lavorare su un progetto open-source a cui tutti potevano contribuire con le loro idee.

Anche un'altra invenzione fondamentale per il successo del Web la si deve alla passione gratuita di alcuni hacker ventenni dell'università dell'Illinois: il primo browser grafico user-friendly per pc. Da quel codice open-source (Mosaic) derivò direttamente Netscape Navigator, mentre dalla sua rielaborazione nasce l'oggi diffusissimo Internet Explorer. Anche il programma Sendmail che gestisce buona parte delle trasmissioni e-mail e il linguaggio BIND che associa un nome agli indirizzi internet altrimenti numerici, sono invenzioni di hacker.

* Il concetto di ipertesto, ideato dal visionario Ted Nelson, è ben più antico, come lo è l'invenzione della rete Arpanet e della sua discendente Internet (datata 1969). Anche l'e-mail, creata da Ray Tomlinson (che ha scelto il simbolo @ per gli indirizzi) risale ben al 1972. Il primo personal computer (l'Apple I di Wozniak) vede la luce nel 1976.

APPENDICE: l'incontro con "uno dei padri" del web.

E' stato a Milano per presentare il suo nuovo libro Robert Cailliau che, per chi non lo sapesse, è uno dei due padri del Web. Se Tim Berners-Lee ha materialmente realizzato il World Wide Web, a credere e a collaborare con lui fin dall'inizio è stato proprio Cailliau. Questo scienziato belga che al Cern di Ginevra si occupava dei sistemi informatici, oggi è uno dei pochi che può raccontarci in prima persona come è nata Internet, ed è appunto ciò che fa nel suo leggibilissimo "Com'è nato il web" edito da Baldini&Castoldi.

Con pacatezza ed ironia Cailliau risponde alle domande dei presenti raccontando aneddoti difficilmente rintracciabili nei documenti ufficiali; nel caldo milanese, indossando una variopinta camicia hawaiana, scopriamo le origini, i problemi (passati, presenti e futuri) della rete e gli sforzi che ancora oggi si fanno per mantenere questo progetto nell' ottica "originaria" (grazie all'impegno del W3C ). Approposito, sapete che il WWW ha rischiato di chiamarsi "The Information Mesh" oppure "Mine of Information"? Scampato pericolo.

Il libro ribadisce come l'idea del Web sia nata in ambito scientifico ed europeo, per permettere agli studiosi di raggiungere le informazioni a loro necessarie e di poterle anche scambiare con ricercatori di tutto il mondo, utlizzatori di sistemi diversi e incompatibili tra loro. L'idea di una piattaforma comune nasce dunque per "comunicare" e si fonda su invenzioni che erano disponibili già dagli anni '60 ma che nessuno aveva pensato di riunire: l'ipertesto di Nelson, la reti come Arpanet, i browser e il mouse di Engelbart. Il Web non fa altro che far comunicare server e client tra loro, attraverso standart mondiali come il linguaggio HTML, il protocollo HTTP e l'indirizzamento per mezzo di URL. Ma non pensate sia stato facile concepire un'idea simile. Gli stessi Cailliau e Berners-Lee non sapevano cosa sarebbe diventato il Web in così pochi anni (risale infatti solo al 1990 la prima presentazione al Cern su un computer NeXT). Per concludere eccovi un'altro aneddoto.

Volete sapere come commentò Sendall (allora capo di Tim e Robert) la prima proposta di un ipertesto che potesse gestire le informazioni al Cern?

".....vague but exciting". ["..vago ma eccitante"]

Approfondimenti:

Christian Fusi | settembre 2002