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Spazio e tempo in Arcipelago Web.
Appunti di lettura sul libro di David Weinberger

Introduzione

Il link, quella parola blu sottolineata sullo schermo, è un'invenzione talmente rivoluzionaria da stravolgerci l'esistenza. Così la pensa Weinberger, e ci spiega anche il perchè: ci consente di diventare un "arcipelago" dunque non più isole separate; i link aprono all'esterno, uniscono. Grazie al web la nostra socialità può abbandonare i limiti geografici e naturali a noi imposti. Un analisi basata su questa considerazione potrebbe aiutarci a capire come mai la rete ci entusiasma tanto.

Un nuovo mondo

Un nuovo mondo dove noi diventiamo persone diverse, questo è il web. Se in esso i concetti naturali di tempo e spazio non valgono, anche quelli sociali di identità e conoscenza vengono meno. Non serve prendere in esame i "casi limite" ma bensì ciò che in rete è considerato "l'uso normale". Ad esempio l'analisi su come venga ridefinito il confine tra pubblico e privato trova una ragionevole chiave di lettura nei weblog, i "diari online". Dunque la forza eversiva del web è proporzionale all'importanza delle categorie del mondo reale che esso ridefinisce, ponendosi esattamente all'opposto. Tra queste spazio e tempo.

Spazio

Lo del Web può essere rappresentato attraverso forme diverse di mappe (come quella concettuale dei siti e dei loro link per categorie, o quella fisica delle dorsali e dei router) o può essere indicato attraverso metafore spaziali (navigare) ma non è "spazio" come noi lo intendiamo nel mondo reale! L'equivoco nasce dal confondere lo spazio misurato con quello vissuto. Il secondo è lo spazio in cui ci muoviamo, quello popolato di oggetti,"cose",sensazioni, dunque diverso ogni volta; l'altro (quello misurato) è una nostra invenzione, necessario per la sua utilità pratica è considerato dal senso comune il "vero" spazio. Il Web ci chiarisce quest'equivoco (se ci sforzassimo mentalmente di farlo) mostrando la sua natura di spazio non misurabile (in quanto esso non ha distanze) ma che esiste spazialmente in quanto esso è un luogo in cui noi "entriamo". Come spazio "insolito" esso ha regole del tutto differenti dal mondo reale. Per esempio una grossa differenza esiste nel rapporto tra esso e le cose che contiene: il mondo "contiene" le cose, nella rete sono le cose contenute a creare lo spazio. Per questo stesso motivo il web è infinito (ma non "infinitamente esteso"). Una bella metafora chiarisce il concetto: occorre pensare al web non come un contenitore da riempire, ma come un libro che si sta scrivendo. Per questo stesso motivo non ha senso pensare che in rete qualcuno possa essere "più grande" di qualcun'altro. Il sito della multinazionale e le mie "paginette" non competono sulla grandezza ma sull'interesse del loro contenuto che porterà gli altri utenti a linkarlo e quindi renderlo "più vicino, più presente". Ricapitolando sono le pagine web a creare lo spazio web, così come sono le cose a generare lo spazio vissuto sempre mutevole (ma la nostra mente è distolta dal concetto astratto di misura). E per cose vanno intese gli oggetti carichi delle loro colorazioni emotive. Questi oggetti messi insieme in un certo modo, creano un luogo ovvero uno spazio vissuto dotato di qualità affettive. E' un luogo in questo senso l'intimità della camera, il calore della cucina o nel web un sito con i suoi link significanti per il suo creatore. Ne consegue un'importante corollario: nel web lo "spazio" ha necessariamente una dimensione morale. Questa dimensione è data dall'interesse e proietta verso l'esterno, è un luogo "estrusivo"; con ciò il ragionamento dimostra essere il web esattamente l'opposto del "contenitore" a cui diamo il nome di spazio reale.

Tempo

Come avviene per lo spazio, il web ci mostra che il nostro modo comune di intenderlo è frutto di una convenzione: gli attimi e il loro susseguirsi che, misurati, usiamo per scandire la nostra giornata, nel web non hanno valore. L' "internet time" è fatto di vicende e di stringhe di messaggi e ciò che le lega insieme è il nostro trovarle interessanti. Se le parole sono la materia del web, il tempo ne è la struttura.

Approfondimenti:

Edizione Sperling-Kupfer, 2002 - €.19 - recensito su Zeus News

Christian Fusi | settembre 2002